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18 feb 2026

Osservatorio AUBAC: piogge eccezionali nei primi mesi del 2026 con effetti su siccità e rischio idrogeologico

Nel gennaio 2026 le precipitazioni nel Distretto dell’Appennino Centrale hanno raggiunto livelli eccezionali, con incrementi compresi tra +70% (Marche) e +190% (Lazio) rispetto alle medie climatiche. Un quadro che, da un lato, contribuisce a ridurre la severità idrica accumulata negli ultimi anni e ad avviare la ricarica delle risorse, dall’altro impone attenzione alla capacità del territorio e delle infrastrutture di gestire volumi d’acqua elevati.

I dati dell’Osservatorio dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale (AUBAC) evidenziano un caso particolarmente significativo su Roma: a gennaio sono caduti 206 mm, il valore mensile più elevato degli ultimi sette anni, pari a oltre il 30% della pioggia media annua. A questo si aggiungono i primi 15 giorni di febbraio 2026, con ulteriori 85,5 mm. Complessivamente, nel primo mese e mezzo del 2026 (gennaio + 1–15 febbraio) Roma ha registrato 291,9 mm: un quantitativo paragonabile a quello dei primi 7 mesi del 2025 e del 2024. Il totale 291,9 mm equivale inoltre a circa il 44% della pioggia che, mediamente, è caduta a Roma in un intero anno negli ultimi sette anni.

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Il Segretario generale AUBAC, Marco Casini

"Quando una quota così rilevante della pioggia annuale si concentra in poche settimane, servono manutenzione, gestione attenta e pianificazione. È un segnale che richiede attenzione sul fronte del rischio idrogeologico, ma va letto anche per i suoi effetti positivi sulla ricarica delle falde. Il quadro di queste settimane mostra un doppio aspetto: da un lato piogge utili per ridurre la severità idrica e avviare la ricarica delle falde; dall’altro la necessità di tenere alta l’attenzione sul rischio idrogeologico e sulla tenuta delle infrastrutture, soprattutto nelle aree urbane".

A scala regionale, il Lazio ha registrato 234 mm (+190%) rispetto alla norma climatica, seguito da Umbria 169 mm (+146%) e Toscana 159 mm (+113%). L’Abruzzo ha totalizzato 152 mm (+97%), mentre le Marche, pur con lo scostamento percentuale più contenuto, hanno comunque ricevuto 110 mm (+70%).

Le temperature medie mensili sono risultate superiori ai valori di riferimento in tutte le regioni monitorate, con scarti compresi tra +0,5°C (Marche) e +1,4°C (Lazio). Questa combinazione di precipitazioni abbondanti e temperature più miti può influire sui regimi stagionali di accumulo e fusione. Al contempo, l’aumento delle piogge invernali può determinare suoli più saturi, con possibili condizioni predisponenti per instabilità dei versanti e fenomeni di ruscellamento concentrato.

Gli effetti sugli ecosistemi idrici si manifestano con tempi differenti: corsi d’acqua e invasi beneficiano più rapidamente degli apporti, mentre falde e sorgenti profonde richiedono tempi più lunghi per mostrare pienamente gli effetti della ricarica. In ambito urbano, e in particolare a Roma, diventano cruciali la gestione del drenaggio urbano, dei sottopassi e delle aree depresse, insieme alla manutenzione e alla gestione dell’emergenza. Il quadro rafforza inoltre l’importanza degli strumenti di pianificazione e gestione del rischio (PAI/PGRA) e della loro integrazione con dati osservativi e piattaforme digitali (WebGIS/Digital Twin) a supporto delle decisioni.

Focus Lazio e Roma: record di pioggia e impatti

  • Valori mensili molto elevati nel Lazio, con accumuli spesso tra 200 e 250 mm in diverse aree intorno a Roma. 
  • Roma – Collegio Romano: 226 mm a gennaio, un valore eccezionale per la serie storica pluricentenaria. 
  • Roma – Ciampino ENAV: 286 mm a gennaio, indicato come nuovo record mensile nella serie strumentale disponibile dal 1951 (superiore anche al precedente primato assoluto riportato per novembre 1949). 
  • 5–6 gennaio 2026: episodi di precipitazioni intense hanno determinato frane e inondazioni in più comuni del Lazio, incluse aree di Roma. 
  • Roma Capitale ha emesso specifiche allerte meteo (ad es. 6 gennaio e 28 gennaio) in relazione a condizioni di maltempo e criticità idrogeologiche. 
  • Nel periodo 16 dicembre–6 gennaio, AUBAC ha documentato 227 mm caduti in 9 giorni piovosi su 22 giorni solari, pari a circa il 41% della pioggia media annua recente (ultimi sei anni) in un arco temporale molto breve. 

Nel complesso, la situazione idrica nel Distretto sta migliorando: le piogge delle ultime settimane stanno riducendo le condizioni di difficoltà in molti territori e in diversi ambiti si sta passando verso una criticità bassa. Anche l’area di Roma e Città Metropolitana (ATO 2), pur rimanendo su un livello di criticità medio, mostra un miglioramento ormai consolidato. Restano però alcune situazioni locali ancora critiche: in particolare persiste una criticità più marcata e circoscritta nel Lazio (ATO 5), che richiede un monitoraggio costante. Perché il miglioramento si stabilizzi davvero, sarà importante che le condizioni meteo favorevoli proseguano e che si confermi, nel tempo, la risposta dei sistemi più “lenti” a ricaricarsi, come falde e sorgenti profonde. In sintesi, il quadro generale è in evoluzione positiva, ma il livello complessivo rimane ancora medio.

La settimana 7–13 febbraio 2026 ha confermato il trend, con precipitazioni distribuite e cumulate giornaliere massime che hanno raggiunto oltre 22 mm nel Lazio.

La crescente variabilità del regime delle precipitazioni, con l’alternanza di fasi siccitose e periodi molto piovosi, rende necessario rafforzare le strategie di adattamento e la capacità dei territori di gestire entrambi gli estremi. In tale quadro assumono rilievo gli interventi per l’incremento della resilienza delle infrastrutture idriche e di drenaggio, nonché il potenziamento dei sistemi di monitoraggio, modellazione e allertamento, a supporto delle decisioni e della pianificazione.

AUBAC continuerà a garantire monitoraggio e supporto tecnico agli enti territoriali, attraverso strumenti di pianificazione e dati aggiornati, per una gestione integrata delle risorse idriche e della sicurezza del territorio.

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