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29 ott 2026

AUBAC a Norcia: conoscenza del rischio e pianificazione per la sicurezza dell’Appennino centrale

Il 29 ottobre, a Norcia, il Segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, Marco Casini, è intervenuto alla giornata di studio dedicata ai dieci anni dalla crisi sismica dell’Appennino centrale e ai temi della ricostruzione e della prevenzione. Nella sessione “Governare i territori dopo il sisma – Pianificazione, sicurezza e politiche di prevenzione”, moderata da Michele Gliaschera, Presidente dell’Ordine dei Geologi delle Marche, Casini ha presentato il contributo “Dalla conoscenza del rischio alla pianificazione: una strategia per l’Appennino centrale”. Alla sessione hanno partecipato anche Manuela Rinaldi, Assessore ai Lavori pubblici e alle Politiche di Ricostruzione della Regione Lazio, e Thomas De Luca, Assessore all’Energia, Ambiente, Paesaggio e Programmazione urbanistica della Regione Umbria, intervenuti sulle politiche regionali per la ricostruzione, la sicurezza e il futuro dei territori appenninici. Nel corso dell’intervento, il Segretario generale ha sottolineato la necessità di una lettura integrata dei rischi, evidenziando come alla sicurezza sismica degli edifici debbano accompagnarsi la stabilità dei versanti, la sicurezza idraulica e l’affidabilità delle infrastrutture e dei collegamenti.

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Marco Casini, Segretario generale AUBAC

"Ricostruzione e prevenzione devono procedere insieme. La sicurezza degli edifici è strettamente legata a quella dei territori: conoscere i rischi e tradurre questa conoscenza in una pianificazione efficace significa creare le condizioni per una ricostruzione più sicura e per il futuro delle comunità dell’Appennino".

In questo quadro, la pianificazione di bacino svolge un ruolo essenziale nel tradurre le conoscenze in regole, priorità di intervento e strumenti a supporto delle decisioni, così da orientare la ricostruzione, programmare la manutenzione e rafforzare la prevenzione. A dieci anni dal sisma, costruire condizioni durature di sicurezza significa anche consentire alle comunità di continuare a vivere, lavorare e investire nei territori dell’Appennino.