
AUBAC alla COP30: Nature-Based Solutions per infrastrutture resilienti e sicure
Il Segretario Generale Marco Casini ha partecipato alla COP30, intervenendo nell’ambito dell’evento “An Italian Initiative on Sustainable Infrastructure and Climate Resilience”, dedicato al lancio del Nature-Based Solutions Innovation Accelerator (NBS-IA), promosso dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica insieme a UN Environment Programme e OECD Development. L’evento, moderato da Alessandra Fidanza, ha visto inoltre la partecipazione del Ministro Gilberto Pichetto Fratin, Ruth Zugman do Coutto, Mathilde Mesnard, Mirey Atallah, Giovanni Satta, Matteo Paroli, Alain Beauvillard Alipour e Alessandro Guerri.
È stata un’occasione preziosa per presentare il contributo di AUBAC sull’impiego delle Soluzioni basate sulla Natura (NBS) nella gestione delle risorse idriche e nella prevenzione del rischio idrogeologico, elementi fondamentali per costruire territori più sicuri e resilienti di fronte agli effetti del cambiamento climatico. Durante l’intervento, Marco Casini ha sottolineato come le NBS rappresentino una risposta strategica all’urgenza di adottare misure sostenibili e adattive. A differenza delle infrastrutture tradizionali “grigie”, queste soluzioni consentono di raggiungere gli stessi obiettivi di sicurezza e resilienza in modo più sostenibile e conveniente. Inoltre, le NBS riducono lo stress idraulico su ponti e strade, stabilizzano i versanti, proteggono le infrastrutture idriche e irrigue e contribuiscono a diminuire i costi di manutenzione. In molti casi, integrarle con le opere tradizionali permette di creare sistemi ibridi con una resilienza nettamente superiore, in linea con la missione del NBS-IA.
In Italia, AUBAC ha già istituzionalizzato le NBS nei Piani di Gestione dei Bacini Idrografici, nei Piani di Gestione del Rischio Alluvioni e nelle Strategie di adattamento climatico. Per scalare i progetti pilota, è necessario che i quadri normativi evolvano affinché le NBS siano riconosciute, finanziate e mantenute come qualsiasi altro bene infrastrutturale. Sono stati presentati esempi concreti dall’Appennino Centrale, come la riconnessione dei fiumi alle pianure alluvionali attraverso la rimozione di argini obsoleti e il ripristino delle foreste ripariali, la stabilizzazione bioingegneristica dei versanti con specie autoctone, il recupero di zone umide e sorgenti che mitigano alluvioni e siccità e la creazione di sistemi tampone agricoli per ridurre i sedimenti nei canali di drenaggio. Questi interventi si sono dimostrati a basso costo, replicabili e adattabili, rendendoli particolarmente rilevanti anche in contesti con risorse limitate.
Infine, il Segretario generale ha illustrato i risultati del monitoraggio scientifico condotto da AUBAC, che confermano la riduzione dei picchi di piena, la maggiore stabilità dei versanti, il miglioramento degli habitat e la diminuzione dei costi di manutenzione delle infrastrutture grigie. Ha concluso ricordando le iniziative chiave avviate da AUBAC, tra cui la mappatura delle aree idonee alle NBS, lo sviluppo di strumenti GIS per la progettazione, la creazione di tavoli di confronto con esperti e stakeholder e il supporto ai progetti pilota nel distretto.









