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12 giu 2026

ANCI e Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale firmano il Protocollo a supporto dei Comuni

ANCI e Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale hanno sottoscritto oggi un Protocollo d’intesa per rafforzare il supporto ai Comuni nella pianificazione territoriale, nella gestione del rischio idrogeologico e idraulico, nella tutela delle risorse idriche e nella transizione digitale, attraverso strumenti operativi condivisi, innovazione tecnologica e una più stretta collaborazione istituzionale. La firma è avvenuta in Campidoglio, nell’Aula Giulio Cesare, nell’ambito del Consiglio tematico “Comuni Italiani – Pianeta Acqua”, promosso dalla Conferenza nazionale ANCI dei Presidenti dei Consigli comunali.

Gaetano Manfredi, Presidente dell'ANCI e Sindaco di Napoli

"La collaborazione con l'Autorità di bacino dell'Appennino Centrale rappresenta un passo strategico fondamentale per i nostri territori. La gestione delle risorse idriche e la mitigazione del rischio idrogeologico sono urgenze che i sindaci affrontano ogni giorno in prima linea. Come ANCI, il nostro obiettivo è non lasciare mai soli i Comuni, specialmente quelli medio-piccoli, sostenendoli nella loro capacità tecnica e amministrativa. Questo Protocollo semplifica le procedure e accelera i tempi grazie alla transizione digitale e a strumenti interoperabili. Mettere l'innovazione a disposizione dei tecnici comunali significa garantire decisioni più rapide e basate su dati scientifici, coniugando lo sviluppo economico con la sicurezza e la sostenibilità ambientale".
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Il Protocollo coinvolge i 901 Comuni del Distretto idrografico dell’Appennino centrale e nasce con l’obiettivo di costruire una collaborazione stabile tra istituzioni, migliorare la capacità amministrativa e tecnica degli enti locali, favorire la corretta applicazione degli strumenti di pianificazione di bacino e sostenere interventi sempre più efficaci di prevenzione, mitigazione del rischio e adattamento ai cambiamenti climatici. L’intesa assume particolare rilievo in una fase in cui la gestione dell’acqua, del suolo e dei rischi naturali richiede strumenti conoscitivi avanzati, procedure più omogenee e una maggiore integrazione tra pianificazione sovraordinata e governo locale del territorio. I Comuni rappresentano infatti il primo presidio istituzionale delle comunità e sono chiamati a confrontarsi quotidianamente con vincoli, trasformazioni urbanistiche, emergenze, manutenzione del territorio e programmazione degli interventi. Tra i punti qualificanti dell’accordo figurano la diffusione e l’utilizzo del Digital Twin di distretto, il sistema digitale georeferenziato sviluppato dall’Autorità di bacino per il monitoraggio del territorio e il supporto alle decisioni; la realizzazione di attività formative rivolte ad amministratori e tecnici comunali; la predisposizione di linee guida, vademecum e strumenti operativi condivisi; il rafforzamento dell’interoperabilità dei dati territoriali e ambientali; il sostegno all’accesso dei Comuni a opportunità di finanziamento nazionali ed europee.

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Marco Casini, Segretario generale AUBAC

"Con questo Protocollo intendiamo mettere a disposizione dei Comuni un quadro di collaborazione concreto, operativo e continuativo. La gestione dell’acqua, del suolo e del rischio idrogeologico richiede oggi una forte integrazione tra pianificazione di bacino, governo del territorio, conoscenza digitale e capacità amministrativa locale. I Comuni sono il primo presidio del territorio: sostenerli con strumenti, dati, procedure e formazione significa rendere più efficace la prevenzione e più sicure le comunità".

Particolare rilievo assume inoltre il coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali nell’aggiornamento delle mappe di pericolosità e di rischio, attraverso la condivisione di dati, studi, rilievi ed evidenze territoriali utili a migliorare la qualità della pianificazione e delle decisioni pubbliche. La collaborazione consentirà di valorizzare le informazioni disponibili nei territori, assicurando al tempo stesso criteri tecnici, standard di trasmissione, tracciabilità delle segnalazioni e coerenza con le competenze istituzionali dell’Autorità di bacino.

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Giulio Tantillo, coordinatore nazionale della Conferenza ANCI dei Presidenti dei Consigli comunali e presidente del Consiglio comunale di Palermo

"A quindici anni dal referendum sull’acqua pubblica, ribadiamo che l’acqua è un bene comune essenziale e una priorità strategica per il futuro delle nostre comunità. Di fronte agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, i Comuni devono poter contare su strumenti concreti per pianificare, prevenire i rischi e rafforzare la resilienza dei territori.".

Il Protocollo tra ANCI e Autorità di bacino rappresenta un passo importante in questa direzione, perché mette a disposizione degli enti locali competenze, innovazione e supporto operativo. L’obiettivo è costruire una rete nazionale di Comuni impegnati nella tutela delle risorse idriche e nell’adattamento climatico”. La firma del Protocollo si inserisce nel percorso “Pianeta Acqua”, avviato dalla Conferenza nazionale dei Presidenti dei Consigli comunali in continuità con il lavoro sviluppato dall’ANCI sui temi della transizione ecologica, della gestione sostenibile delle risorse idriche e della resilienza dei territori. In questo quadro, i Consigli comunali sono chiamati a svolgere un ruolo sempre più centrale. È infatti nelle assemblee elettive locali che si definiscono gli indirizzi strategici per il governo del territorio, si approvano gli strumenti urbanistici e si costruiscono le politiche pubbliche necessarie per affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico, dalla sicurezza idrogeologica e dalla tutela dell’acqua come bene comune.

Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina e vicaria della Conferenza dei Consigli comunali di ANCI

"La tutela dell’acqua è una priorità. La prevenzione del rischio idrogeologico e l’adattamento ai cambiamenti climatici richiedono una visione condivisa e la capacità di mettere in rete competenze, dati e responsabilità. In questo percorso i Consigli comunali svolgono un ruolo fondamentale, perché sono il luogo in cui si definiscono gli indirizzi strategici per il futuro delle comunità e si costruiscono le scelte che incidono sulla qualità della vita dei cittadini. L’intesa tra ANCI e Autorità di bacino rappresenta un’opportunità importante per rafforzare la capacità dei Comuni di governare queste trasformazioni e per rendere i territori più sicuri, sostenibili e resilienti. Siamo orgogliosi, come Assemblea Capitolina e Roma Capitale, di aver ospitato in Campidoglio questo momento di confronto e di impegno comune".
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L’intesa sottoscritta oggi rappresenta un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della collaborazione tra istituzioni nazionali e autonomie locali e conferma il ruolo dei Comuni come protagonisti delle politiche di adattamento climatico, tutela ambientale e sviluppo sostenibile dei territori. Il Protocollo avrà durata fino al 31 dicembre 2028 e prevede l’istituzione di un Comitato di coordinamento ANCI-AUBAC, incaricato di programmare le attività, monitorarne l’attuazione e promuovere il coinvolgimento delle amministrazioni comunali nei tavoli tecnici e nei gruppi di lavoro previsti dall’accordo.

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